Spagnolo: davvero basta una “s” finale?

“Basta, in questo paese non ci sto più! La mia ragazza mi ha lasciato, ho perso il lavoro, è proprio arrivato il momento di cambiare aria. Sai che c’è? Me ne vado in Spagna, sì in Spagna, olé! Tanto che vuoi che sia? La lingua è facile, è come l’italiano, basta aggiungere una ‘s’ alla fine delle parole e il gioco è fatto!”. Ed ecco che il nostro caro amico Marco decide di lasciarci qua in Italia e iniziare a costruirsi una vita nell’accogliente Spagna. Andiamo a vedere come se la cava con la lingua tanto simile alla nostra.

download1

Marco atterra a Madrid una caldissima mattina di settembre, non vede l’ora di recuperare i suoi bagagli e sistemarsi nella casa che ha affittato su Internet. Giusto, i bagagli! All’orizzonte nessuna scritta “recupero bagaglios” e neanche “recupero valigies”. Il nostro amico non sa dove andare, è confuso e inizia a girovagare demoralizzato per l’aeroporto, fino a quando prende coraggio e con qualche ‘s’ di troppo si fa intendere dalla signorina del box informazioni che gli indica di seguire il cartello “recogida equipajes. La confusione aumenta e il poveretto si sente anche preso in giro: che cosa c’entra l’equipaggio con le sue valigie?

sin-titulo

La signorina aveva ragione, adesso il nostro amico può finalmente andare a sistemarsi nella sua nuova abitazione affitatta su Internet a un prezzo davvero vantaggioso: “con quei soldi qua in Italia non avrei affittato neanche una stanza!”, mi ripeteva sempre prima di partire. E infatti… Marco ha affittato una habitación, certo di aver trovato proprio ciò che stava cercando, una casa. In realtà però una habitación è una ‘stanza’, e la sua si trova in un appartamento di giovani universitari, i suoi nuovi coinquilini!

download

Inutile spiegarvi l’abbattimento del nostro caro amico, deluso da quella lingua così simile alla sua che l’ha tradito e per colpa della quale adesso si ritrova in un appartamento di universitari e con degli equipaggi sparsi per il pavimento! I suoi pensieri vengono interrotti da una voce proveniente dalla cucina: “¿quieres un vaso de agua?”. “Che?? Questi sono pazzi, cosa dovrei mai farci io con un vaso di acqua? Una doccia? Ma che benvenuto è questo?”. Ovviamente il suo coinquilino Jorge, gentilissimo, voleva offrirgli un bicchiere d’acqua, ma è a ancora troppo presto perché il nostro amico lo capisca, così rifiuta il vaso e va al supermercato, giusto per comprarsi qualcosa per preparare il pranzo: ravioli burro e salvia.

sin-titulo

Al supermarcato Marco compra soltanto la pasta e la salvia. Nel frigo di casa ha visto il burro, che senso ha comprarne ancora? Chiederà di poterne usare un po’. Si mette in coda alla cassa, perso nei suoi pensieri e incuriosito dal nuovo ambiente. Nel frattempo alle sue spalle arriva una signorina che gli dice “Estoy embarazada, ¿puedo…?” e inizia a mettere la sua spesa sul nastro. Il nostro amico resta interdetto, non riesce a capire perché se una persona è imbarazzata può passarti avanti alla cassa come se niente fosse. Nel voltarsi, si rende conto che la signorina è incinta. Ecco che cosa significava embarazada!

aliimentazione-in-gravidanza-02

Confuso, il nostro connazionale torna a casa, lascia il portafoglio nella sua habitación e si precipita in cucina per prepararsi un bel piatto di ravioli, proprio ciò che gli ci vuole per riprendersi dal viaggio e da tutta quella confusione che gli stanno creando in testa certe parole spagnole. Gli studenti con cui condivide l’ appartamento sono tutti in salotto e appena Marco, con uno spagnolo improbabile, chiede loro di poter prendere del burro per preparare i ravioli, i tre restano pietrificati, lo guardano con aria titubante e poi scoppiano a ridere fino a non poterne più. Il povero italiano in trasferta si sente deriso e non capisce che cosa abbia detto di tanto comico, diventa rosso di vergogna e si sente dire che “está colorado“. Ci vorrà la foto di un asino trovata su Google.es digitando “burro” a fargli capire perché i tre giovani spagnoli se la ridevano tanto!

download-1

È il momento del pranzo. Con grande stupore di Marco, sulla tavola si stende un mantel che non è un ‘mantello’, ma pare essere una ‘tovaglia’. Tutti insieme iniziano a fare conversazione e Marco esordisce con un “¿Te gusta el avocado?” rivolgendosi a uno dei tre che sta tagliando cubettini di questo frutto tropicale per preparare la sua insalata. Anche in questo caso i tre coinquilini si guardano negli occhi e scoppiano a ridere, immaginandosi di mangiare un povero abogado in carne e ossaquello che noi chiamiamo ‘avvocato’! E non potete immaginare la faccia del nostro amico quando uno dei coinquilini gli si rivolge invitandolo a aggiungere un po’ di aceite ai suoi ravioli. Ma come l’aceto sui ravioli? Marco è sempre più convinto di vivere in una casa di pazzi, finchè i tre, notando la sua perplessità, gli indicano la bottiglia dell’olio.

abogado-integral

Dopo la siesta pomeridiana (su questa non ha avuto dubbi linguistici), le avventure del nostro caro amico continuano. Dopo una bella doccia rilassante si rende conto di essersi dimenticato l’asciugamano e, gocciolante, fa cenno al coinquilino di portargliene uno. Jorge gli dice:“¡Ah, quieres una toalla!”, al che Marco rimane scioccato dall’usanza spagnola di asciugarsi con la tovaglia. Ma, per fortuna, era solo un altro caso di lost in translation: in Spagna la toalla è un ‘asciugamano’.

man-behind-shower-curtain-jpg-560x0_q67_crop-smart

Basta una giornata per rendersi conto che forse la lingua spagnola non è fatta solo di qualche “s” finale. È vero, tante parole sono molto simili alle nostre e si possono capire anche senza conoscere la lingua, ma ce ne sono altre del tutto incomprensibili e impossibili da dedurre dal contesto. Infine, ci sono i cosiddetti falsi amici, quelle parole apparentemente identiche alle nostre in tutto e per tutto, pronte a trarci in inganno! Ci viene naturale utilizzarle con lo stesso significato che siamo abituati ad attribuire loro perché sicuri che in spagnolo esprimano lo stesso concetto o indichino lo stesso oggetto, ma restiamo fregati, perché il significato è completamente diverso. Ecco quindi che le usiamo nel contesto sbagliato e creiamo situazioni d’incomprensione e dar poco comiche.

Tags: , , ,

La legislación me obliga a molestarle con la obviedad de que esta web usa cookies. Más información ACEPTAR
Privacy Policy